Gli scontri in Val di Susa tra guerriglia e politica

Ieri durante la giornata di protesta nazionale contro la Tav si sono susseguiti per ore violenti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine attorno al cantiere di Chiomonte, dove nelle prossime settimane si comincerà a scavare il tunnel esplorativo della nuova ferrovia Torino-Lione. Secondo la Polizia, i black bloc sono entrati in azione per tentare di entrare nel cantiere della Maddalena di Chiomonte sganciandosi dal corteo pacifico di circa sessanta, settantamila persone. Leggi Vendola ha scelto la guerriglia No Tav, il Pd sta con Maroni  - Leggi Grillo chiarisce sui No Tav, ma il problema resta da Cambi di stagione - Leggi Le otto parole sulla Tav che la sinistra non riesce a dire da Cerazade
23 AGO 20
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La differenza fra un treno e un golpe di Michele Brambilla dalla Stampa

Sarebbe fin troppo banale condannare la guerriglia in Val di Susa dicendo che mai e poi mai si può giustificare l’uso della violenza, che una cosa sono le proteste pacifiche e un’altra i lanci di pietre e di bombe carta, eccetera eccetera. Tutte considerazioni ovvie, anche se doverose. Ma questa volta crediamo che si possa dire qualcosa di più, oltre alla solita litania di «sdegno», «indignazione», «ferma condanna» e così via. [continua a leggere]
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I black bloc uguali alle Br? Hanno gli stessi bersagli di Alessandro Orsini dal Giornale


Nella società italiana esistono forze rivoluzionarie di cui la stampa e i politici di professione si occupano soltanto in occasione degli scontri di piazza. Esistono ragazzi e ragazze che rifiutano la modernizzazione capitalistica in tutte le sue forme e che odiano profondamente tutto ciò che è rappresentato dalla società borghese. Il loro problema è l’organizzazione e la propaganda. Ignorati da tutti, hanno bisogno di far conoscere la loro esistenza per attirare proseliti. [continua a leggere]
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I no Tav pronti alla guerra: il nemico si chiama Pd di Giampaolo Pansa da Libero

Il ribellismo antagonista italiano, affiancato da pattuglie violente arrivate dalla Francia, dalla Spagna e si spera anche dalla Grecia, ha due obiettivi. Il primo è spazzare via la polizia e i carabinieri che difendono il cantiere della Tav appena riaperto. Il secondo, ben più importante e tutto politico, cercherò di spiegarlo tra un istante. [continua a leggere]
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Inaccettabili ambiguità di Marco Imarisio da Corriere.it

Le bombe di ammoniaca non servono a riconquistare il cantiere presidiato dagli «invasori». Sono una dichiarazione di intenti, piuttosto. Servono solo a sfregiare e deturpare i volti degli odiati poliziotti. Alla maggioranza dei manifestanti, pietoso eufemismo definirli così, che hanno fatto una vergognosa caccia all'uomo in divisa, dell'Alta velocità in Val Susa non importa nulla. E' tutta gente che ha risposto presente all'appello. E’ sbagliato parlare di infiltrazioni dei black bloc. Ieri c'erano semmai degli invitati, chiamati a gran voce dalle realtà antagoniste di Torino che costituiscono da sempre la spina dorsale del movimento No Tav. [continua a leggere]

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Chi esalta i lanciatori di sassi mi fa schifo, è un teppista. Prima si condanna e poi si discute da Repubblica
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Gli estremisti vanno isolati ma dissentire non è da criminali, bisogna ascoltare la protesta da Repubblica